Come farà AdF a risparmiare 3 o 4 milioni

[Questo articolo è stato pubblicato sul blog “Prato (e Provincia)” il 12 aprile 2015]

boschetto

 

Che fine farà la vecchia pista di Peretola?

Da anni si parla “rinaturalizzazione dell’area”  che verrebbe resa alla collettività, nell’ambito delle famose opere di compensazione ambientale. Si sono anche viste belle planimetrie con prati, laghetti o boschetti.

 

 

Masterplan-2014-Disegno

Purtroppo per AdF occorre dire che la rinaturalizzazione e la competa bonifica dell’area presupporrebbe la completa demolizione dello spessore della pista pista ( circa 150 cm di asfalto, sottofondi e suolo stabilizzato con leganti vari).

Si tratta in effetti di almeno 50.000 mc di materiale da escavare o meglio demolire con costi rilevanti,  e visto che buona parte o meglio tutto il materiale sarebbe considerato rifiuto inquinato, il trasporto a discarica e lo smaltimento sarebbe sicuramente assai oneroso così come la completa bonifica dell’area. A questo si dovrebbe aggiungere l’apporto di buona terra adatta alla rinaturalizzazione e tutti i lavori di sistemazione del verde.

E infatti ecco la sorpresa. La documentazione presentata per la Valutazione d’Impatto Ambientale comprende il progetto (peraltro assai dozzinale anche dal punto di vista grafico) che prevede di trasformare l’area della pista in un parco “ecologico e ricreativo” dove “camminare, rilassarsi, correre, leggere”.

Se guardiamo il progetto  di tale parco si capiscono  immediatamente le linee guida del progetto del parco “ecologico”.

rinaturalizzazione 2

  • La pista e tutte le anche più piccole parti asfaltate non vengono demolite: rimangono esattamente così come sono. Meglio non toccarle, chissà cosa c’è sotto, anche se la relazione di progetto parla di mantenimento della “memoria”, quasi una nota nostalgica per il vecchio caro aeroporto.
  • Non verranno realizzati boschetti  che potrebbero richiamare stomi di uccelli, ma piantumati solo sparuti alberelli.
  • Le superfici verdi del parco sono costituite dai prati che già oggi contornano la pista, salvo la realizzazione di una piccola collinetta che possa accogliere una parte delle terre di scavo dell nuovo aeroporto.
  • Le uniche opere previste sono una pista per skateboarding, un campo di calcetto, qualche attrezzature da parco giochi per divertirsi nell’arrampicata e due chioschi per i gelati che dovrebbero rinfrescare i tanti utenti del parco.

Si tratta di un maldestro tentativo di fare riferimento in modo del tutto strumentale al recupero dell’area ex-aeroporto di Tempelhof Berlino, dimenticandosi che a Berlino l’aeroporto, troppo a ridosso della città, è stato eliminato e non ricostruito più grande.

Naturalmente rimane il dubbio di cosa ci sia di “ecologico”  in tutto questo.
Poi si osserva come sia un luogo facilmente raggiungibile dai quartieri fiorentini solo in macchina.

pistaInfine ci si chiede quali possono possano essere gli utenti del parco: forse mamme con passeggini a spasso per la grande pista, bambini in bicicletta che hanno attraversato viale XI Agosto, innamorati affascinati dagli spazi aperti, frotte di ragazzini felici di sfrecciare in skateboard con sulla testa aerei in volo, marescialli ansiosi di fuggire dalla loro scuola?

Nessun dubbio invece sulle motivazioni della scelta di AdF.
I privati, al contrario degli enti pubblici sanno come fare affari, massimizzare gli utili ed economizzare le risorse dove si può: il parco  “ecologico  ” farà risparmiare diversi milioni.

Se c’è da spendere che spendano gli enti pubblici.

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