E’ tutto un programma

bresso

Scorrendo i programmi elettorali, a qualunque livello e di qualunque schieramento, verrebbe voglia di sottoscriverli tutti, o quasi. C’è chi si sofferma più su alcuni temi, chi su altri; chi pone al primo posto problemi che altri pongono al secondo o al terzo, chi promuove certe iniziative, chi altre. Ma, al di là di quelli che possono essere interessi o gusti personali, alla fine tutti o quasi gli intenti appaiono lodevoli, tutti i problemi sarebbero, prima o poi, da affrontare e risolvere, con le varie iniziative più o meno tutte da incoraggiare.

Il diavolo, però, s’annida nei dettagli ed è proprio lì che bisogna andare a guardare.

Prendiamo ad esempio il programma elettorale del Partito Democratico per le prossime elezioni amministrative del comune di Sesto Fiorentino. All’interno di tale programma scegliamo un tema di ampio respiro, la cui importanza superi i confini comunali, ma che al tempo stesso non sia troppo generico: la questione del nuovo aeroporto e del parco agricolo della Piana. Il primo, con la sua pista di 2400 m, già progettato e attualmente in attesa di valutazione ministeriale; il secondo, con i suoi preannunciati 7000 ettari di estensione (equivalenti a un rettangolo di ben 10 km per 7 km), ancora in attesa di un progetto che ne indichi l’esatta collocazione. Così a buon senso le due opere parrebbero escludersi a vicenda, almeno dando un’occhiata alla zona non vastissima e già molto urbanizzata che le dovrebbe ospitare.

E invece no: leggendo il programma elettorale del candidato sindaco Lorenzo Zambini si scopre che le due opere s’integreranno perfettamente e che anzi il parco servirà a compensare sia l’inquinamento ambientale che l’enorme consumo di suolo necessario alla costruzione della nuova pista. Per i più scettici è riportato pure l’esempio di riferimento, quello del parco periurbano di Milano Nord “che è stato realizzato in prossimità della pista aeroportuale di Bresso e adesso costituisce un importante spazio destinato al tempo libero della periferia della città meneghina …” A differenza di quasi tutti gli altri temi toccati, che restano sul vago, qui ci è data la possibilità di entrare nel merito con un riferimento specifico da seguire, ben diverso da una generica dichiarazione d’intenti.

Su Wikipedia si scopre che l’aeroporto di Bresso si trova in effetti nel parco Nord di Milano, parco che si estende per circa 640 ettari. Negli anni la superficie dell’aeroporto è stata però “sempre più ridotta in favore dell’uso a verde pubblico, e comunque la stessa esistenza dell’infrastruttura aeroportuale è da diversi anni fonte di polemiche”. La lunghezza dell’attuale pista di Bresso, 1.080 metri, è meno della metà di quella prevista per il nuovo aeroporto Vespucci e il traffico aereo neanche lontanamente paragonabile con quello dello scalo fiorentino, già pari a circa 34mila movimenti annui, destinati a salire a 45mila con la nuova pista. Solo questi dati indicherebbero la palese iniquità di qualsiasi raffronto, indice o di una preoccupante superficialità o di una discutibile onestà intellettuale di chi lo ha portato come esempio. Ma questo è nulla, perché proseguendo nella pagina di Wikipedia si legge che nell’ottobre del 1980 l’aeroporto fu teatro di un funesto evento: “un aeromobile, sbagliando l’allineamento con la pista in fase di atterraggio, cadde contro una famigliola in gita nel verde circostante: morirono due bambini, la madre e la sorella riportarono gravi ferite, illeso il pilota.” Altro che esempio e modello da seguire!

In ogni caso è bene non dare niente per scontato e cercare dei riscontri. Non è facile, perché l’evento risale a oltre trentacinque anni fa, quando internet neanche esisteva. Ma qualcosa si trova. Ad esempio, il testo di un’interrogazione parlamentare del settembre 2000 “sull’incidente aereo al parco Nord”, ma non quello del 1980, che è solo menzionato e in termini non esattamente uguali a Wikipedia (si parla di due piloti, dati anche loro per morti). L’interrogazione riguarda in realtà un secondo incidente avvenuto il 24 settembre 2000, con la caduta di un elicottero del locale Aeroclub proprio all’interno del Parco Nord, affollato come consuetudine da migliaia di persone. S’interpellano quindi i Ministeri competenti sull’opportunità di trasferire l’aeroporto in altra sede, per salvaguardare l’incolumità dei tanti frequentatori del Parco, scampati all’incidente in questione per puro caso e forse grazie al sacrificio dei due piloti. In un’altra pagina è riportato l’articolo di cronaca che parla dell’incidente, a firma di Pier Francesco Fedrizzi e ripreso da “la Repubblica.it”. Un altro articolo di cronaca, tratto dal Corriere della sera e firmato da Manuela Cagiano, riporta anche alcune interessanti dichiarazioni, ad esempio quelle dell’allora vicepresidente del Parco Nord che senza mezzi termini sostiene la necessità di spostare al più presto l’aeroporto “se si vuole evitare di piangere altre vittime”. Sempre dal Corriere della Sera sono riassunti anche i precedenti, ovviamente al settembre 2000: quello tragico del 1980, da cui tutto è partito, due paracadutisti morti in due diverse occasioni nel 1991 e lo schianto di un aereo biposto nel 1996, per fortuna senza esiti fatali. Chiudiamo il cerchio ritornando al terribile incidente del 1980, di cui si fa menzione anche in un documento ufficiale consultabile in rete, il piano di rischio del Comune di Cinisello Balsamo relativo proprio all’aeroporto di Bresso e recante il timbro della stessa ENAC con data 18/02/2014. Le parole con cui si descrive il fatto alla nota 4 di pagina 8 sono esattamente quelle che si trovano alla già citata pagina di Wikipedia. Quale sia la fonte originale e quale la copia non è chiaro, ma ci fermiamo qui.

Al di là di ogni ragionevole dubbio, possiamo trarre le debite conclusioni. L’aeroporto di Bresso, all’interno dell’area verde del Parco Nord di Milano rappresenta certamente un esempio, ma nella maniera più assoluta non un modello da imitare, come indicato nel programma elettorale del candidato sindaco PD alle prossime elezioni di Sesto Fiorentino. L’aeroporto di Bresso è l’esempio di quello che si dovrebbe evitare, che il buon senso già di per sé suggerirebbe e che, purtroppo, troppi tragici eventi hanno confermato. Il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi. La stupidità di molti e gli interessi di pochi fanno gli aeroporti dove non si dovrebbe.

 

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  • Pando

    In effetti aver preso ad esempio l’aeroporto di Bresso, che nessuno conosce ed è poco più che una pista per modellini, non è stata una grande idea da parte del candidato Sindaco. Le suggerisco, in alternativa, di fare una altrettanto precisa ricerca su come sono integrati nei parchi cittadini gli aeroporti di Amsterdam o Zurigo, che non sono esattamente gli ultimi in ordine di importanza. Scoprirà cose molto interessanti. Per quanto riguarda le tragedie accadute il problema è che il rischio zero non esiste da nessuna parte, sarebbe come chiudere le autostrade perché a volte capitano incidenti mortali

  • Silvio_Berlusconi

    Negli USA in molti casi intorno alle piste ci sono parchi e campi da golf. Nell’aeroporto della Silicon Valley (SJC) accanto alla pista, a 200 mt ad ovest della stessa ci hanno costruito pure lo stadio nel 2015. Basta andare su Google maps per vedere. Eppure è un aeroporto intercontinentale da 10 milioni di passeggeri annui, mica Peretola. Pensa te quanto vi preoccupate per niente nella Piana.