Perché dire no al nuovo aeroporto di Firenze

[Questo articolo è stato pubblicato sulla rivista La Città Invisibile, #10 del 3 dicembre 2014]

Il progetto del nuovo aeroporto di Firenze, voluto da governi ed enti nazionali, regionali e locali, è insostenibile, e quindi inaccettabile, per molte ragioni. Di seguito ne accenniamo alcune, invitando voi lettori ad approfondire l’argomento su Piana Sana e sui molti blog che ne parlano.

Dal punto di vista industriale, il progetto del nuovo aeroporto si basa su stime macroeconomiche largamente inattendibili e su una valutazione dei soli benefici attesi, ignorando completamente i costi. Si sono svenduti asset pubblici pregiati a investitori stranieri; si è forzato il piano nazionale degli aeroporti strategici, prospettando un’improbabile sinergia di due infrastrutture gemelle, distanti appena qualche decina di chilometri (e in concorrenza con colossi quali Bologna e Roma); si prevedono ingentissime sovvenzioni pubbliche, trascurando elementari indicazioni comunitarie sulla concorrenza.

Dal punto di vista urbanistico, l’infrastruttura blocca il naturale sviluppo dell’area metropolitana fiorentina verso l’unica direzione possibile, come esemplificato dall’incompatibilità dell’opera con il nuovo stadio e con il polo scientifico, circostanze apprese con sconfortante imbarazzo dall’amministrazione cittadina. Sulla pista si allungano poi le ombre cupe del lotto Unipol/ex-Ligresti e della Scuola Marescialli, le cui vicende sono al centro di svariate indagini penali.

In aggiunta a tutto questo, il nuovo aeroporto di Firenze avrà un impatto devastante sull’ambiente e sulla salute della Piana di Firenze, Prato e Pistoia, l’area più densamente popolata della Toscana, e ne metterà a repentaglio l’inestimabile patrimonio artistico e culturale.

Abbiamo realizzato una serie di mappe interattive per evidenziare criticità e vulnerabilità della zona interessata dal nuovo aeroporto, che secondo chi la governa dovrebbe accogliere anche: un inceneritore, due discariche, due autostrade da raddoppiare, due ferrovie normali e una ad alta velocità, un paio di linee di tram, un parco agricolo, quattro aree naturali protette, un interporto, due zone industriali, un sito archeologico, una cittadella universitaria, diversi canali scolmatori, uno stadio, un ospedale… e una metropoli tutt’intorno.

In particolare, se sarà realizzato, il nuovo aeroporto distruggerà quello che la Regione stessa definisce “l’elemento ordinatore della Piana”, un grande parco agricolo comprendente svariate aree avifaunistiche protette d’interesse regionale e comunitario.

Inoltre, l’aeroporto sconvolgerà il delicatissimo equilibrio idrogeologico della Piana, faticosamente raggiunto dopo le tragedie del passato, come se i fatti di Genova, Carrara, etc., non ci ammonissero a non arrischiarci con la regimazione delle acque. Si dovrà deviare il Fosso Reale, opera mastodontica realizzata dai Medici per convogliare le acque del Monte Morello; si dovranno ricollocare le casse di espansione esistenti, di cui una addirittura in costruzione (da parte dell’Università di Firenze, come opera di compensazione per i lavori del Polo Scientifico).

Gli aerei sorvoleranno gli abitati di Prato (seconda città della Toscana, con quasi 200.000 abitanti), Agliana, Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino e le colline del Montalbano. Informazione artatamente occultata nei documenti: un aereo su cinque sorvolerà Firenze a bassa quota. Si prevedono perfino condizioni di volo a vista a 500 metri sul centro storico di Firenze, area UNESCO. L’impatto dell’inquinamento acustico e atmosferico non è stato quantificato, se non sotto ipotesi del tutto irrealistiche, quali uso monodirezionale della nuova pista e limitazioni di velocità sull’A1. La folta presenza di ricettori sensibili quali scuole di ogni ordine e grado, facoltà universitarie e laboratori di ricerca non è stata considerata.

Per giunta, è in progetto la costruzione di un inceneritore presso la discarica di Case Passerini, opera che non può coesistere con il nuovo aeroporto, sia per ragioni d’impatto ambientale, sia perché fattore di rischio volo, ma la cui presenza simultanea si finge di ignorare.

Allo stesso modo, sono state praticamente ignorate e liquidate senza risposta tutte le numerose obiezioni sollevate sulla Valutazione Ambientale che ha sostenuto l’approvazione del piano regionale per il nuovo aeroporto.

I portatori d’interesse, più o meno loschi, per questa enormità hanno potuto giungere fin qui solo grazie a un’altrettanto colossale opera di mistificazione e disinformazione di massa. Piana Sana si oppone a questo scempio offrendo una piattaforma Web d’informazione, condivisione e coordinamento, aperta a comitati, associazioni e cittadini della Piana.

Adesso stiamo chiedendo a chi deve decidere su questa delicatissima questione di affidare uno Studio di Impatto Ambientale a un ente pubblico terzo, multidisciplinare, non locale, internazionalmente riconosciuto e di comprovata esperienza in studi simili. Esigiamo soprattutto che il procedimento rispetti le direttive europee: l’Italia ha il triste primato delle procedure d’infrazione in particolare per svariate violazioni del diritto dell’Unione proprio sulla valutazione dell’impatto ambientale di progetti pubblici e privati, tra cui l’aeroporto di Malpensa [NdA: mi riferivo alla procedura 2012/4096, archiviata il 25 febbraio 2016].

Per questo abbiamo lanciato una petizione online e invitiamo voi lettori a firmarla e a diffonderla. Vi invitiamo inoltre a consultare e diffondere Piana Sana e a prendere parte attiva contro il progetto insostenibile del nuovo aeroporto di Firenze.

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  • Noemi Papini

    NO AL PROLUNGAMENTO DELLA PISTA

  • Silvio_Berlusconi

    Perche’ i treni che viaggiano vuoti costano un sacco di soldi ai contribuenti.